Cancellazione  Protesti

Cancellazione protesti

Cos’è un Protesto

Innanzitutto è necessario distinguere tra i vari titoli di credito che il singolo può utilizzare per effettuare pagamenti.

  • La cambiale tratta contiene un ordine di pagamento;
  • Il vaglia cambiario contiente  una promessa di pagamento;
  • L’assegno bancario, circolare o postale, invece, costituisce un mezzo e non uno strumento di pagamento.

Se questi titoli di credito non vengono onorati (e quindi il creditore non ottiene quanto dovuto), consegue il protesto che costituisce l’atto pubblico con cui l’Ufficiale Giudiziario constata la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale, dell’assegno bancario e/o postale.

Per le cambiali a vista il protesto va effettuato entro 1 anno dalla data di emissione mentre per quelle a data certa entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza.

Per gli assegni il protesto deve essere chiesto entro la scadenza utile dello stesso termine di presentazione (8 giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui fu emesso e 15 giorni in altro Comune della Repubblica).

Una volta effettuato il protesto questo viene trasmesso al Presidente della Camera di Commercio competente per territorio il giorno successivo alla fine di ogni mese. La pubblicazione nell’Elenco Ufficiale dei Protesti ha luogo nei 10 giorni successivi.


Informazioni sulla Cancellazione Protesti

Occorre intanto distinguere il caso in cui il protesto riguardi una cambiale o un assegno.
Nel primo caso, il debitore, che entro un anno dal protesto abbia eseguito il pagamento di una cambiale tratta o di un vaglia cambiario, può chiedere la cancellazione. In caso di rifiuto, l’interessato potrà ricorrere al Giudice di Pace del luogo di residenza.

Nel caso in cui il pagamento venga effettuato oltre 1 anno dal protesto, si potrà ottenere la cancellazione protesti solo a seguito della riabilitazione. Si dovrà, quindi, presentare, richiesta di riabilitazione al Presidente del Tribunale della provincia di residenza. Ottenuto il provvedimento di riabilitazione, il debitore avrà diritto alla cancellazione.

Per quanto riguarda gli assegni, la normativa vigente non prevede l’immediata cancellazione protesti a seguito del pagamento. Pertanto, se il debitore protestato ha effettuato il pagamento dell’importo corrispondente al titolo e non abbia subito ulteriore protesto, ha diritto ad ottenere la riabilitazione solo trascorso 1 anno dal giorno della levata del protesto. Solo allora potrà presentare richiesta di riabilitazione al Presidente del Tribunale della provincia di residenza e, una volta ottenuto il provvedimento, dovrà presentare istanza per ottenere la cancellazione dal registro informatico protesti.

Inoltre, in riferimento agli assegni bancari e postali, è opportuno ricordare che il mancato pagamento comporta l’applicazione di sanzioni amministrative previste dalla lg 386/1990. In particolare, se entro 60 gg dalla presentazione all’incasso il debitore non provvede al pagamento dell’importo dell’assegno comprensivo della penale, degli interessi e delle spese del protesto, l’Ufficiale Giudiziario che ha effettuato il protesto è tenuto ad inviare alla Prefettura territorialmente competente il nominativo del soggetto. La Prefettura stabilirà una sanzione pecuniaria e provvederà alla segnalazione alla Banca d’Italia ai fini dell’inserimento nella Centrale di Allarme Interbancaria.

 


 

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